La cappella della Madonna

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L’altare della Madonna, nella navata di sinistra, è ornato da marmi policromi e da due colonne tortili che fanno da cornice alla nicchia dorata in cui è sita la statua miracolosa della Madonna della Rovere.

Questa, scolpita in rovere, è attribuita dai critici d’arte al secolo XIV ed è tutta un simbolo.

Attualmente la Madonna è vestita con l’antico abito ritrovato pochi anni fa. Sotto quest’abito, però, la Madonna appare come nella foto.

Le tre dita della mano destra alzate del Bambin Gesù richiamano la Trinità, mentre le due dita ripiegate indicano la duplice natura: divina ed umana.

L’abito d’oro della Madonna simboleggia la sua regalità, il mantello azzurro il Cielo. La scultura semplice e grezza, è priva di pregi artistici, ma ricca di spiritualità e di mistico fascino.

Nella stessa cappella, sulla parete a pochi passi dall’altare della Madonna, è fissato un dipinto di scuola fiamminga.

E’ un quadro idilliaco: la Madonna tiene in mano un grappolo d’uva che si cambierà nel vino del Sacrificio della Messa, allusione al Sacrificio della croce; contemporaneamente Gesù offre alla madre un frutto. In alto un angelo in volo porta a Gesù la croce.

Il quadro è interessante anche sotto l’aspetto storico. Il dipinto riproduce la facciata della Chiesa antica con tre porte d’ingresso ed una finestra ad occhio sopra di esse.

Questa Chiesa precedentemente fu usata come transetto e corrisponde con l’attuale presbiterio.

Allora come oggi, la Chiesa era circondata da alberi di alto fusto. Secondariamente il dipinto riproduce un tratto dell’antica Via Aurelia percorsa da pellegrini in visita al Santuario della Rovere, porto tra un gruppo di case, come al presente. Questi particolari ci assicurano che già alla metà del 1400 il Santuario era meta di pellegrinaggi. In terzo luogo, nel dipinto fiammingo, all’altezza della fronte di Maria, si staglia il borgo fortificato di Cervo.

Quadro di San Giuseppe a sinistra dell’altare della Madonna: secondo la tradizione pare che soltanto metà di esso fosse custodito in Chiesa e che s’ignorasse dove fosse la parte mancante. Dopo molte preghiere per favorire il ritrovamento dell’altra metà, questa fu ritrovata da un pescatore di Cervo sulla spiaggia. Si attribuisce così il deterioramento di parte del quadretto alla corrosione marina.