Il Presbiterio

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Al centro del presbiterio domina la scena il meraviglioso altare maggiore, databile al 1688-89, opera dei Fratelli Gagini, importanti scultori genovesi.

Le prime notizie relative alla sua realizzazione si ritrovano in un documento datato 16 Luglio 1692, conservato presso l’Archivio Diocesano di Albenga, in cui si dà notizia dell’incarico dato in data 16 Ottobre 1686 a Giacomo e Giuseppe Gagini, per la realizzazione dell’altare.

Interessante è la lettura di altri documenti che attestano la modalità di pagamento circa il fatto che vi furono ritardi nei pagamenti, e che una parte di una rata, venne corrisposta in corallo.

Nel corso del Settecento ed agli inizi dell’Ottocento l’altare subì vari rimaneggiamenti. Smontato e ricoverato in un magazzino annesso al Santuario (anni ’70 del 1900), nel 2010, con l’autorizzazione della Soprintendenza e della Curia Vescovile di Albenga, si decise di rimontarlo rispettando l’assetto originario degli elementi, secondo il progetto dei Fratelli Gagini.

Il 23 Gennaio 2011, S.E. Mons. Mario Oliveri, Vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, ha presieduto al rito di consacrazione dell’altare rimontato.

Sulla fronte dell’altare, infine, è in bella evidenza, dentro un cerchio, il bassorilievo in marmo di Carrara della Natività, attorniato da angioletti paffutelli.

Immagine antico posizionamento altare nel presbiterio

Immagine del particolare dell’altare con bassorilievo della Natività

Immagine d’insieme dell’altare nel nuovo posizionamento

Sovrasta l’altare uno splendido crocefisso catalano di epoca quattrocentesca un tempo posto in fondo alla navata di destra, in una stupenda cornice di marmi policromi.

La storia di questo crocifisso è legata al passaggio di un gruppo di pellegrini francesi. Si tratta probabilmente di una compagnia di “flagellanti”. Fermatisi per trascorrere la notte presso la Chiesa della Rovere, quando l’indomani mattina entrarono in Chiesaper riprendere il crocifisso, lo trovarono così saldamente conficcato in terra che non poterono muoverlo., Mentre pregavano sforzandosi di alzarlo, udirono la voce di Cristo: “Dov’è la Madre, può stare il Figlio…”.

Così il crocifisso in legno d’ulivo, restò nella Chiesa.

Sulla parete dell’abside spiccano tre pannelli a tempera, rappresentati da sinistra a destra e dipinti, nel 1578, da Cristoforo Pancalino: l’Arcangelo Gabriele, Maria Annunciata e S. Giovanni Evangelista.

All’origine erano uniti in un unico quadro nell’abside del vecchio presbiterio.

E’ parte integrante del trittico, il quale forma il polittico nella sua interezza, qui sopra mostrato la raffigurazione di Dio che tiene il nostro mondo nella mano sinistra; purtroppo non esiste una recensione professionale del dipinto. (N.d.r.)

Sopra il presbiterio vi è un affresco di forma ovale, opera di Claudio Borelli, eseguito nel 1614 e rappresentante il Mistero dell’Annunciazione

Sull’altare sinistro troneggia un’imponente Pala d’Altare per la quale non si ha una recensione professionale artistica, ed alla sua destra vi è una nicchia che custodisce un dipinto della Madonna col Bambino. (N.d.r.)